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Perfluoropolietere. Il futuro delle batterie

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Il nome è di quelli da intrecciare la lingua ma promette meraviglie in una applicazione della vita quotidiana di ciascuno. Le batterie. La scoperta, manco a dirlo casuale, è avvenuta nell'Università della North Carolina e potrebbe davvero rivoluzionare il mercato dell'elettronica di consumo. 

A dire il vero i ricercatori stavano cercando il modo per ridurre la proliferazione della vegetazione sul fondo delle navi per contenere i costi per gli armatori di periodiche manutenzioni. Ma dalle alghe e dall'effetto che il perfluoropolietere aveva su di esse all'intuizione di usare la sostanza per le batterie il passo, sia pure incomprensibile ai più, è stato breve.

Così l'esperimento con i sali di litio, attualmente usati nelle pile di ultima generazione, avevano una reazione con il polimero che stavano testando molto simile a quello che lo stesso sale ha con il solvente organico attualmente in uso. In pratica l'elettrolita ha la funzione di agevolare gli ioni di litio per dar vita alla "corrente" e parrebbe che anche il perfluoropolietere riesca egregiamente a svolgere questo compito e, cosa non da trascurare, contemporaneamente ad abbassare notevolmente il rischia di surriscaldamento delle batterie. 

 

Fonte: PuntoInformatico

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