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Fotocamere. Crolla il mercato, poche novità incisive e crisi.

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Dopo il boom delle ottiche intercambiabili (le reflex digitali impropriamente definite), che peraltro ancora continua, gli utenti consumer cominciano a guardare con nuovo interesse il mercato delle digitali compatte quelle, per intenderci, che stanno in una tasca o nella borsetta da matrimonio. Il mercato delle macchine digitali appare in netta decrescita complici anche gli smartphone dotati di fotocamere sempre più performanti. 

Del resto i recenti prodotti sul mercato non hanno nulla da invidiare alle sorelle maggiori aggiungendo alle performance una facilità d'uso. La diffusione delle macchine digitali nel nostro paese ha dati impressionanti. L'Italia si piazza al quarto posto in Europa quanto a prodotti venduti anche se il mercato, come già detto, perde un cospicuo 40% rispetto agli anni scorsi.

Sul tema, nello scorso mese di dicembre, è intervenuto Giulio Forti, direttore del sito reflex.it: "Smettendola di girarci attorno, veniamo alla causa più seria, come il raggiunto limite dello sviluppo dei modelli digitali che va messo al primo posto dei guai". Forti è categorico e, in alcuni passaggi, proprio non si riesce a dargli torto: "Gli incrementi tecnologici degli ultimi anni sono sempre meno incisivi, vedi la funzione video che non pare aver appassionato più di tanto o più a lungo di qualche tentativo iniziale. Se il mercato dei camcorder è crollato da tempo, ciò è dovuto ai cellulari perché valutando la capacità da videografica della media degli acquirenti, i risultati migliori si ottengono con il telefonino, ma solo perché è più facile da usare e non crea false aspettative.

Sulla reflex digitale non c’è stato nulla di particolarmente rivoluzionario tanto che l’utente, visto lo scarso progresso, tende a tenersi quello che ha. Sulle compatte di gamma alta invece si è creata un’attenzione, forse maggiore di quella per le compatte a sistema, o mirrorless che dir si voglia, che arretrano ovunque tranne che in Giappone".

 

Fonti: Reflex.it 

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